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Cosa rientra nel termine "alluminio" nel regolamento sul passaporto del prodotto?

Il regolamento parla di "alluminio", ma quali semilavorati ne facciano parte non è ancora completamente stabilito. Questo articolo spiega cosa è già definito e cosa no, e perché la distinzione tra alluminio primario e secondario è centrale a questo riguardo.

Quando si legge che è in arrivo un passaporto digitale del prodotto per l'alluminio, la prima domanda è spesso: si applica a tutto ciò che chiamiamo alluminio, oppure solo a determinate forme? La risposta breve è che il regolamento lavora con categorie di prodotto all'interno del gruppo di materiali alluminio, e la precisa delimitazione — quali profili, getti o forme di imballaggio rientrano — è definita solo quando l'atto delegato correlato è pubblicato. Fino a quel momento, l'"alluminio" nella normativa è un termine generico che deve essere ancora ulteriormente precisato.

Ciò che è invece chiaro: non si tratta di metallo grezzo sotto forma di lingotti o blocchi, ma di semilavorati che hanno già subito un'operazione di trasformazione — profili estrusi, componenti in alluminio da getto e materiale di imballaggio in alluminio come fogli, lattine e coperchi. Questo è anche il motivo per cui il piano di lavoro dell'ESPR menziona l'alluminio come settore di attenzione separato accanto ai tessili, ai mobili e ad altri flussi di materiali: l'UE vuole stabilire per ogni gruppo di materiali quali dati sono rilevanti, e questo varia a seconda dell'applicazione.

Alluminio primario rispetto a secondario: il dettaglio che conta di più

All'interno della discussione sulla definizione di alluminio, una distinzione gioca un ruolo più importante di altre: la differenza tra alluminio primario (ottenuto dalla bauxite) e alluminio secondario (riciclato da rottame o scarto di processo). Questa distinzione non è solo chimica, è anche dove il regolamento guarda dal punto di vista sostanziale. Un passaporto del prodotto che deve rendere visibile la circolarità ha poco valore se non mostra quale parte del materiale ha già completato un ciclo di vita.

Per le aziende che producono o importano profili, getti o alluminio per imballaggio, ciò significa che la percentuale di materiale riciclato sarà probabilmente uno dei punti di dati che devono essere inclusi nel passaporto, insieme all'origine e alla composizione della lega. Come viene stabilita e controllata esattamente questa percentuale non è ancora definito. È una delle aree in cui le autorità di controllo e la Commissione europea devono ancora determinare quanto rigorose e dettagliate saranno i requisiti.

Leghe, rivestimenti e prodotti compositi

Un secondo punto che viene spesso trascurato: l'alluminio viene raramente utilizzato in forma pura. I profili e i getti sono leghe, spesso con additivi come magnesio, silicio o rame, e l'alluminio per imballaggio ha frequentemente un rivestimento o un laminato. La domanda se un prodotto così composito rientra ancora nel termine "alluminio" secondo il regolamento, oppure se viene trattato come un materiale separato, è esattamente il tipo di domanda a cui si risponde nell'atto delegato. Per le aziende che operano al confine tra due categorie di materiale — ad esempio alluminio con rivestimento in plastica — questo è un motivo per continuare a seguire attentamente il testo definitivo una volta pubblicato.

Poiché questa delimitazione è ancora in fase di sviluppo, vi consigliamo di continuare a seguire il testo ufficiale su EUR-Lex per la formulazione precisa, e in caso di dubbio sulla propria categoria di prodotto di consultare un avvocato o l'autorità di controllo competente. Monitoriamo gli sviluppi e aggiorniamo le informazioni la knowledge base con spiegazioni per situazione non appena cambia qualcosa.

Perché questo è già rilevante, anche senza una data definitiva

Il passaporto stesso è atteso intorno al 2029, con un atto delegato che a sua volta non è previsto prima del 2027. Tuttavia, è utile sapere già ora in quale categoria di prodotto il vostro materiale ricadrà probabilmente. Le aziende che estrudono profili, fondono o trasformano alluminio per imballaggio farebbero bene a verificare quali dati sulla provenienza, sulla lega e sulla percentuale di materiale riciclato sono già disponibili nelle loro amministrazioni di produzione e di acquisto. Questo è esattamente il tipo di dato che finirà nel passaporto, qualunque sia la forma esatta della definizione.

Se desiderate avere una prima impressione sul fatto che i vostri prodotti rientrino nell'ambito di applicazione previsto, la quick-scan con poche brevi domande fornisce un'indicazione sulla base dello stato attuale della normativa. Per chi vuole sapere come esattamente i dati che saranno necessari in seguito vengono costruiti, è utile leggere come raccogliamo ed elaboriamo i dati per il passaporto.

Infine

Il termine 'alluminio' nel regolamento non è quindi un elenco fisso e delimitato, ma un gruppo di materiali i cui confini precisi sono ancora in fase di definizione. Per la maggior parte delle PMI nei settori dei profili, dell'alluminio da fonderia o dell'alluminio per imballaggio il principio è semplice: quanto più sapete già sulla provenienza e sulla percentuale di riciclato del vostro materiale, tanto meno lavoro sarà necessario in seguito per conformarsi ai requisiti, qualunque essi siano esattamente. Se avete dubbi sul fatto che il vostro prodotto specifico rientri nell'ambito di applicazione previsto, troverete ulteriori informazioni in le domande frequenti sull'ambito di applicazione del passaporto, oppure eseguite la quick-scan gratuita per vedere dove vi trovate.

Questo articolo è informazione generale e non costituisce consulenza legale.